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Leggere e cucinare sono le cose che mi rendono più felice al mondo.

È proprio leggendo, in particolare Se niente importa di Jonathan Safran Foer nel 2018, che ho deciso che era arrivato il momento di cambiare qualcosa nella mia dieta. Per la prima volta mi sono davvero resa conto dell’impatto gigante che le nostre scelte alimentari hanno sulla salute del pianeta e di come una dieta onnivora non sia più sostenibile. Tempi diversi richiedono misure diverse, e tra tutte le cose ciò che maggiormente può fare la differenza è cosa si sceglie di mettere nel piatto, per questo mi sono orientata gradualmente verso un’alimentazione 100% vegetale, con la speranza che sempre più persone decidano di intraprendere questo passo, scoprendo una cucina ricca, colorata, che fa stare bene le persone e il pianeta.

Inoltre, sempre leggendo Safran Foer, ho preso sul serio consapevolezza di come tutti gli animali che fino ad allora avevo sempre mangiato senza farmi troppi problemi erano a tutti gli effetti esseri senzienti con un sistema nervoso centrale che fa provare loro gioia, dolore, paura, né di più né di meno dei nostri cani e dei nostri gatti e questo momento di epifania ha per sempre cambiato il mio approccio verso il cibo.

L’idea di Guerra e verdure nasce su queste due basi. Guerra perché in fondo è molto simile a una guerra quella che stiamo vivendo, ma anche perché volevo mantenere vivo un legame con la letteratura (avete presente quello scrittore russo barbuto che si chiama Tolstoj?), con quello che leggo.

Di blog che ti propongono ricette plant-based ce ne sono ormai tanti, quello che vorrei fare qui è proporre periodicamente dei piatti vegetali ispirandomi però ai libri che leggo – mens sana in corpore sano dicevano – e quindi unire cucina e lettura su un unico binario, per trasportare le persone nell’atmosfera del libro anche attraverso il gusto.

Benvenuti nella mia cucina (e nella mia libreria)!

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